Il quadro degli ultimi anni 

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“MPS”) è il 5° gruppo bancario più grande in Italia e la Banca più antica e longeva del mondo. Purtroppo nell’ultimo decennio, come è notorio, MPS è stata fortemente sotto i riflettori mediatici e giudiziari a causa di numerose e complesse operazioni di finanza strutturata che si sono stagliate sullo sfondo di una generale mala gestio a danno degli investitori, che in pochi anni hanno assistito impotentemente alla perdita quasi integrale dei loro capitali investiti. Gli avvenimenti e le operazioni afferenti MPS hanno delineato quello che – nelle parole dello stesso ex Direttore Generale della Consob Dott. Apponi – è apparso come un “quadro di attività fraudolente volte a dissimulare la reale situazione economico-finanziaria dell’Emittente, nonché gli esiti negativi di operazioni poste in essere dall’Emittente. La condannabile gestione di MPS da parte dei vertici aziendali è stata infatti oggetto di specifica e continuativa attività di vigilanza da parte della CONSOB, di Banca d’Italia e delle Autorità Europee già a partire dal 2007. Sono molteplici gli avvenimenti e le operazioni di MPS che negli ultimi anni hanno leso seriamente l’interesse degli azionisti e degli obbligazionisti e che hanno costretto la CONSOB a continue indagini investigative sfociate nell’emissione addirittura di dieci delibere, con le quali sono stati accertati illeciti e comminate sanzioni alla grande banca senese. Inevitabilmente tali irregolarità hanno impattato in maniera significativa la capacità decisionale degli investitori che nell’ultima decade hanno investito nei titoli MPS e partecipato ai susseguenti aumenti di capitale, sulla base di informazioni ufficiali alterate e fuorvianti. In sostanza è ragionevole affermare che il prezzo dei titoli MPS, in un rilevante numero di periodi dal 2008 in poi, non rifletteva assolutamente il reale andamento complessivo della società emittente.

Torniamo ad oggi: i guai giudiziari di MPS

Recentemente, precisamente nel novembre scorso, il Tribunale di Milano ha condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere Giuseppe Mussari, a 7 anni e 3 mesi Antonio Vigni e a 4 anni e 8 mesi Gian Luca Baldassarri, ex vertici di Monte dei Paschi di Siena, per le irregolarità nelle operazioni effettuate dalla banca senese tra il 2008 e il 2012 per coprire le perdite dovute all'acquisizione di Antonveneta. I reati contestati a vario titolo concernono la manipolazione del mercato, il falso in bilancio, il falso in prospetto e l’ostacolo agli organi di vigilanza. Questa importante sentenza si riferisce solo al primo dei tre principali tronconi della straordinariamente complessa vicenda finanziaria relativa ai presunti illeciti di MPS. Attendiamo nei prossimi mesi sviluppi inerenti alle presunte false comunicazioni sociali nei bilanci del triennio 2012-2014 ed alle tardive macro-svalutazioni dei crediti deteriorati tra il 2012 ed il 2016, che complessivamente ammontano a circa 20 miliardi di Euro, un dato davvero disarmante se equiparato a quelli dei principali benchmarks bancari all’interno del panorama italiano. Su questo fronte è doveroso segnalare che negli anni degli ultimi 2 aumenti di capitale di MPS, ovvero il 2014 ed il 2015, la maggior parte delle rettifiche su crediti deteriorati sono state apportate sempre nei trimestri successivi a quelli di svolgimento degli aumenti di capitale, elemento che inevitabilmente getta ancora più ombre sulla già “vexata quaestio. Ad oggi, le pretese legali complessive nei confronti di MPS ammontano a circa 5 miliardi di Euro. Per
quanto concerne invece, nello specifico, i rischi legali connessi ai contenziosi derivanti dalle informazioni finanziarie fuorvianti comunicate da MPS al mercato nel periodo tra il 2008 ed il 2015, complessivamente le richieste sono stimate in circa 1,5 miliardi di Euro.

Le responsabilità delle Banche Intermediarie italiane

Al di là delle succitate responsabilità di natura extracontrattuale di MPS nei confronti del mercato degli investitori e del gravissimo conflitto di interesse caratterizzante la pratica del collocamento da parte della stessa MPS di propri titoli tossici presso i propri correntisti, sono parimenti riscontrabili nel comportamento delle banche intermediarie italiane gravissime responsabilità incorse in sede di vendita e post vendita dei titoli MPS.
Infatti negli ultimi 10 anni le banche intermediarie italiane hanno indiscriminatamente venduto i tanti titoli tossici di MPS ai propri correntisti risparmiatori – o ne hanno negligentemente consentito l’acquisto – senza alcuna cura degli interessi di questi ultimi, in assoluto spregio degli obblighi di diligenza posti dalla normativa nazionale ed europea a carico degli intermediari finanziari. Infatti le banche avrebbero dovuto fornire ai propri correntisti risparmiatori una documentazione molto più esaustiva e chiara in fase di valutazione dell’investimento, rispetto a quanto è invece emerso dalle investigazioni degli ultimi anni, soprattutto in relazione alle obbligazioni subordinate di MPS che erano da ritenersi a tutti gli effetti degli «strumenti complessi», il che dunque implicava che l’informativa da rendere ai clienti sarebbe dovuta essere ancora più puntuale e accurata, giacché avrebbe dovuto soddisfare gli standard più dettagliati della Comunicazione Consob n. 0097996 del 22 dicembre 2014 sulla distribuzione dei prodotti complessi. Addirittura in molti casi concernenti le sottoscrizioni delle obbligazioni subordinate MPS le banche intermediarie omettevano (talvolta colposamente, talvolta dolosamente) di indicare all’interno della documentazione precontrattuale sui rischi alcune informazioni essenziali ed indispensabili circa la natura degli strumenti finanziari, come per esempio la dicitura “SUB”, che avrebbe dovuto identificare la natura subordinata delle obbligazioni (con tutte le sue conseguenti implicazioni). Infine le banche avrebbero dovuto vigilare sull’andamento dei titoli assicurando ai propri clienti un flusso di informazioni costante ed adeguato man mano che le dinamiche di rischio dei titoli MPS andavano accentuandosi sempre di più.

Cosa fare?

La Martingale Risk, oggi leader in Italia nel recupero delle perdite su investimenti finanziari, sta attualmente organizzando azioni stragiudiziali e legali nei confronti delle banche intermediarie che hanno venduto e mal gestito i titoli MPS, ed azioni legali individuali e collettive nei confronti della stessa Banca Monte dei Paschi di Siena per le gravi responsabilità summenzionate. Ad oggi la Martingale Risk ha già recuperato 140 milioni di Euro di perdite, con una percentuale di successo del 92%, della quale il 58% si è chiuso con un accordo transattivo con la Banca controparte.