“…e la storia continua”

 

Astaldi SpA (clicca qui per approfondire), General Contractor leader in Italia e nel mondo nella realizzazione di importanti opere ingegneristiche, è ormai tristemente nota per la grave crisi finanziaria sfociata il 28 settembre 2018 nella richiesta di accesso alla procedura del concordato preventivo “con riserva” (ex art. 161 della Legge fallimentare).

Da allora è iniziato un vero e proprio calvario per tutti gli stakeholders della Società e soprattutto per i creditori chirografari, come i detentori dei bond, che ad oggi si ritrovano in balìa di proposte concordatarie incredibilmente penalizzanti.

Ricordiamo che i debiti chirografari di Astaldi ammontano a quasi 3 miliardi e mezzo di euro, principalmente riconducibili ai debiti verso le banche ed ai debiti verso i detentori dei bond (ISINs: XS1000393899 e XS1634544248).

 

E sono proprio i bondholders i soggetti maggiormente penalizzati dal piano concordatario, la cui fattibilità è stata recentemente avallata anche dai commissari del Tribunale di Roma.

Gli analisti sono concordi nel ritenere fortemente sbilanciata ed aleatoria la proposta riguardante gli obbligazionisti, per i quali si prospetta ad oggi un recovery rate realistico inferiore al 20% del valore nominale delle obbligazioni. E’ ragionevole affermare che l’attuale valore di quotazione dei bond Astaldi, pari a circa il 14%, sia rappresentativo del recovery rate concretamente realizzabile.

 

Per gli obbligazionisti si configura quindi una situazione ben più tragica di quella che si prospettava un anno fa, quando a farla da padrone era la mera illusione di un fantomatico “deus ex machina”.

 

Come fare causa per recupero Astaldi SpA?

Ad oggi la soluzione più immediata e concreta per recuperare le perdite è quella di agire contro le banche intermediarie che hanno venduto i titoli. È possibile sia intentare una causa ordinaria che incardinare un Ricorso ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie) al fine di recuperare i risparmi perduti attraverso una sentenza di condanna della banca per le responsabilità incorse in sede di vendita dei titoli.

 

Le banche intermediarie avrebbero infatti dovuto avvisare i clienti risparmiatori dei rischi associati ai titoli Astaldi, man mano che essi diventavano sempre più evidenti con l’evolversi negativo delle dinamiche finanziarie della Società. Al contrario, in molti casi, le banche hanno scaricato indiscriminatamente questi titoli, una volta divenuti ormai tossici, sul pubblico dei risparmiatori, senza alcuna cura degli interessi di questi ultimi.

La soluzione alla causa Astaldi

La Martingale Risk, da anni leader in Italia nel recupero delle perdite su investimenti finanziari, sta attualmente organizzando un’azione collettiva nei confronti degli intermediari che hanno venduto i titoli Astaldi, sia attraverso azioni di gruppo che individuali. Ad oggi, il 92% delle nostre azioni si è concluso con il recupero delle perdite e di queste il 58% si è chiuso con un accordo transattivo con la banca controparte.

 

Fino al 28/02/2020 sarà possibile aderire alle ns azioni di recupero senza costi anticipati e pagando un compenso solo a risultato ottenuto, pari al 18% oltre iva. L’offerta è subordinata all’approvazione da parte della Martingale Risk di ogni singolo caso.