Valorizzazione dei Derivati in Bilancio ex D. Lgs. n. 139/2015 2018-11-05T19:06:49+00:00

Valutazione del Fair Value dei derivati in bilancio

Il D.Lgs. n° 139/2015 (c.d. “Decreto Bilanci”) introduce nuove norme sulla redazione del bilancio a partire dal 1/1/2016, imponendo alle società̀ non obbligate a redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali (standard IAS/IFRS), incluse quelle che redigono il bilancio in forma abbreviata, le seguenti poste contabili:

A) I derivati devono essere iscritti nell’attivo dello Stato Patrimoniale sotto la voce ‘’Attività finanziarie che non costituiscano immobilizzazioni’’ – come ‘‘Strumenti finanziari derivati attivi’’, oppure, nel caso in cui il MtM sia negativo, tra le passività tra i ‘‘Fondi per rischi ed oneri’’, come ‘’Strumenti finanziari derivati passivi’’.

B) Il D.Lgs. n° 139/2015 elimina i conti l’indicazione dei conti d’ordine, dove prima erano registrati gli impegni relativi ai contratti derivati.

C) In merito al Conto Economico, il Decreto ha innovato gli Art. 2425 – 2426 introducendo l’obbligo che le variazioni del fair value siano imputate al conto economico sotto la voce ‘‘ Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie’’, nella quale sono riportate le rivalutazioni e svalutazioni degli strumenti finanziari derivati. Se le variazioni sono positive, le medesime andranno accantonate in una riserva non disponibile, mentre se sono negative andranno contabilizzate tra le svalutazioni. Nel caso gli strumenti finanziari derivati siano utilizzati a copertura di un operazione programmata saranno sempre rilevati al fair value, ma le variazioni dello stesso non transiteranno nel Conto Economico, bensì andranno ad alimentare una specifica voce del Patrimonio Netto denominata ‘‘Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari’’ che tuttavia entra nel computo ai fini della determinazione del Patrimonio Netto (Cfr. Artt. 2412, 2433,2442,2446 2447 ).

Oltre alla valorizzazione del MtM dei derivati, le aziende hanno i seguenti obblighi:

 D) Determinazione della natura del derivato, specificando se si tratta di un derivato di copertura o speculativo, in quanto hanno una diversa valutazione contabile:

DERIVATO DI COPERTURA

  • Derivato di cui il fair value compensa le oscillazioni del corrispondente fair value del strumento sottostante, ossia in cui vi è una stretta documentata correlazione fra le caratteristiche dello strumento derivato e del rischio coperto. Nel caso di derivati di copertura sui tassi d’interesse, sui tassi di cambio, su prezzi di mercato o sul rischio di credito di elementi presenti di bilancio gli eventuali utili realizzati nella valutazione del fair value possono essere distribuiti, a patto che sia valutato simmetricamente a quello del derivato anche al fair value dell’attività sottostante.

DERIVATO SPECULATIVO

  • Derivato di cui il fair value non compensa le oscillazioni del corrispondente fair value del strumento sottostante. In tal caso, gli utili conseguenti alla valutazione al fair value non sono utilizzabili.

E) In Nota Integrativa, prima dell’entrata in vigore del Decreto, andavano fornite le adeguate informazioni sull’entità e sulla natura degli strumenti finanziari, in particolare tra la suddivisione dei derivati speculativi e di copertura. A seguito dell’entrata in vigore del Decreto, l’impresa dovrà fornire:

1)         Informazioni circa i termini e le condizioni più significative che possono influenzare i flussi futuri.

2)         Modelli e le tecniche di valutazione, qualora il fair value non sia stato terminato sulla base di evidenze di mercato;

3)         Le variazioni del fair value iscritte al Conto economico ed imputate sullo stato patrimoniale netto;

4)         I movimenti delle riserve del fair value avvenute nell’esercizio.

F) Come in precedenza, gli amministratori della società, devono chiarire le politiche e obbiettivi nell’uso degli strumenti finanziari e nella gestione dei rischi a cui l’impresa è esposta.

Martingale Risk, con i suoi esperti, potrà assistere sia i professionisti contabili che direttamente le imprese a quantificare la perdita subita e la perdita potenziale generata dagli strumenti derivati, al fine di riportare correttamente nello Stato Patrimoniale, nel Conto Economico ed in Nota Integrativa (richieste dall’articolo 2427 bis, comma 1) tutte le analisi ed informazioni relative alla corretta redazione del bilancio.

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In particolare, offriremo un servizio di consulenza in merito alla redazione della seguente documentazione, che dovrà essere prodotta dalle aziende al fine di redigere correttamente il bilancio:

  1. Individuazione degli strumenti derivati in essere o incorporati, i quali espongano la società̀ al rischio di variazioni nei flussi finanziari futuri, degli elementi di copertura o di speculazione degli stessi, così come delle attività sottostanti;
  2. Verifica qualitativa(ossia esame della natura del derivato in base alla correlazione fra le caratteristiche dello strumento derivato e del rischio coperto e alla valutazione sull’adeguatezza del derivato nel compensare l’oscillazione del fair value dei flussi relativi al rischio coperto; assunti fondamentali sulla base delle tecniche di valutazione del MtM; termini e condizioni significative che possono influenzare l’importo, le scadenze e la certezza dei flussi finanziari futuri) o quantitativa (calcolo del MtM dello strumento finanziario derivato, esplicitazione del metodo utilizzato, valutazione della sussistenza dall’inizio e nel tempo della finalità̀ di copertura dello strumento finanziario derivato).
  3. Stima del “fair value(detto anche ‘‘Mark to Market’’), ovvero del valore di mercato del strumento derivato, al fine di valutare la modalità di iscrizione nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. Indicazione dei modelli e delle tecniche di valutazione del fair value, qualora non sia stato determinato sulla base di evidenze di mercato. Oltre che alla valutazione delle variazioni del fair value, ossia delle perdite effettive e potenziali e del loro impatto sulle voci di Conto Economico (sotto la voce ‘‘Rettifiche di valore di attività e passività finanziaria’’) e del Patrimonio Netto (sotto le voci  delle ‘‘Riserve indisponibili’’).

Per le aziende pertanto sarà̀ indispensabile provvedere a questo flusso informativo per giustificare e misurare la natura di copertura delle operazioni derivate sottoscritte ed evitare che le stesse possano avere impatti parziali o totali a conto economico in quanto speculative o per cadere in potenziali rischi derivanti da:

  • Riprese fiscali da indeducibilità̀ di oneri finanziari;
  • Segnalazioni da Organi di controllo interno od esterno (sindaci, revisori..);
  • Azioni di terzi interessati (azionisti di minoranza, amministratori dissenzienti, creditori…) con connesso potenziale di contenzioso finanziario;
  • Errate valutazioni nelle operazioni straordinarie (cessioni, fusioni, scorpori… ecc.);

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