I TRIBUNALI DI CREMONA, TRAPANI E PESARO SANZIONANO LE BANCHE PER L’ERRATA INDICAZIONE DELL’ISC IN CONTRATTO

I TRIBUNALI DI CREMONA, TRAPANI E PESARO SANZIONANO LE BANCHE PER L’ERRATA INDICAZIONE DELL’ISC IN CONTRATTO

2019-05-14T11:33:29+00:00 maggio 14th, 2019|

L’Indicatore Sintetico di Costo, meglio conosciuto come ISC/TAEG, esprime il reale e complessivo costo del finanziamento sottoscritto tra Banca e Cliente, pertanto deve essere puntualmente e correttamente indicato dall’Istituto di credito in contratto.

Una discrepanza tra l’ISC dichiarato dalla Banca e quello effettivo ricalcolato – secondo la normativa di settore – può essere considerata come fonte di responsabilità della Banca in quanto costituisce un evidente inadempimento da parte di quest’ultima. Di conseguenza, a causa della fuorviante indicazione di un parametro contrattuale fondamentale in quanto obbligatorio, la Banca può andare incontro a sanzioni.

È quanto hanno confermato tre recenti sentenze, rispettivamente del Tribunale di Trapani (14-02-2018), Tribunale di Pesaro (12-07-2018) e Tribunale di Cremona (13-07-2018).

Tutti e tre i Giudici, di concerto, hanno ribadito che in caso di errata indicazione dell’ISC i Clienti hanno diritto ad ottenere il ricalcolo del piano di ammortamento ai tassi stabiliti per legge (art. 117 TUB comma 7). Ciò in quanto l’ISC rappresenta un contenuto importantissimo del contratto, in quanto esprime il costo complessivo del finanziamento, pertanto esso deve tener conto di ogni singolo costo o voce di spesa legato all’erogazione (es. spese di istruttoria, spese di incasso rata, polizze assicurative obbligatorie, … ).

L’erronea pubblicizzazione di tale parametro all’interno di un finanziamento concretizza un comportamento illecito dell’intermediario bancario.

Nella Sentenza di Trapani – Sicilia, il Giudice ha accertato l’errata indicazione dell’ISC e di conseguenza ha accolto l’opposizione al pignoramento del Cliente, riducendo l’effettivo debito di quest’ultimo nei confronti della Banca da Euro 80.000 circa a soli a soli Euro 5.000 circa.

Nella Sentenza di Pesaro – Marche, il Giudice ha accertato che l’ISC dichiarato dalla Banca era inferiore di 0,0313% rispetto all’ISC rilevato dal perito del Tribunale, e di conseguenza ha dichiarato la rideterminazione del piano di ammortamento ai tassi legali, con conseguente risparmio in favore dei Clienti.

Anche la Sentenza del Tribunale di Cremona – Lombardia, accertata l’errata indicazione dell’ISC, ha concesso al Cliente un risparmio di Euro 76.000 circa attraverso la rideterminazione del piano di ammortamento delle rate del mutuo.

 

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